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Archivio per la categoria ‘Satira’

-milvio in wonderland-

InSatira su ottobre 12, 2010 a 12:50 am

“Ma il Pdl non stava andando verso il suo Primo Congresso per diventare così finalmente un partito?”, disse uno. “Perché non lo era prima?”, fece l’altro.  “Eh, no”. “E allora che ‘cosa’ stava governando?”.

Quale fu la risposta non è più importante, perché tanto l’incredibile mondo di Milvio ha in serbo per voi un’altra sorpresa: nuovi nomi, nuovi loghi, nuove classi dirigenti, nuovi sogni. La vita già mi sorride di nuovo.

E allora proviamo tutti assieme, ad aiutarTi nella scelta di un nome appropriato: Forza Italia è andato, Azzurri pure, Nazionale fa un po’ troppo fascista. Mi sa che con il calcio non c’è più nulla da fare. Si rischia di scontentare qualcuno, e poi quell’Ibra è davvero una pessima pubblicità; quindi?

Le voci di corridoio si scatenano. Alcuni giurano che bisogna giocare facile puntando sulla fregna; altri ribattono che, per far star buona la Lega, l’espressione fregna sia decisamente troppo capitolina: “non va bene”. I padani consigliano il compromesso “patata”, per cogliere du’ piccioni con una fava per omaggiare pure Zaia e gli agricoltori. “Partito della patata?”. “Troppo scontato”. Patata party? già meglio, con tutti i festini, l’udc Mele e quant’altro, pure i trentini si leccano i baffi. Qualcuno spariglia consigliando invece un curioso Santa Lucia, ipotesi molto attuale che piace agli allevatori e pure agli evasori (oltre a qualche insospettabile finiano che non ha ancora capito bene come è andata la vicenda). La corrente dei falchi, si dice, sosterrebbe un suggestivo Cayman, che però è un’arma a doppio taglio: evasori ok, proprietari di Porsche al femminile anche, ma Nanni Moretti s’iscriverebbe subito al partito, ergo niet: niente da fare.

La pista degli evasori non va però sottovalutata, “è evocativa” giubila silviuccio: zona Franca, paradiso fiscale, limbo. “Limbo?”. “Ma sì, la danza di quelle ballerine..”. “Ma Presidente!”. “Allora, forse, meglio qualcosa tipo ‘Paradiso’: bello, semplice e Celeste; c’abbiamo già il colore. E poi a me l’Uruguay piace, Tabarez la fa giocare davvero bene. D’altronde, l’ho scoperto io…”. “Presidente!?”. “Va bene, va bene. Senti qua: Onda del Paradiso, suona importante…”.

L’unto dal signore – è arcinoto – soffre di manie di grandezza. E allora perché no l’Oasi del paradiso libero, Paradiso e libertà, Paradisiaci e libertini, Sensazioni forti in paradiso, Focose notti in paradiso, Quella notte sul cofano del paradiso. Maurizia Paradiso. Mannaggia. Anche perché, arrivati a un certo punto, bisognerà pur ben ribellarsi contro un eden comunista che non accetta botaniche bestemmie  su rosyvaticana e in cui gli utilizzatori finali di minorenni camorriste non sono benvenuti.

“Povca puttana, povca tvoia”, direbbe tremonti. E’ tempo di follie, assicurano. E la campagna elettorale va organizzata: Michela Brambilla prepara autoreggenti “istituzionali, ma non troppo”, a causa delle due 44 magnum in dotazione. Grazie alla collaborazione del San Raffaele, inoltre, verranno riportati indietro nel tempo miriadi di androidi dal futuro, alcuni dei quali -i migliori, ovviamente – già ibernati nelle tombe elettromagnetiche di Arcore, un gioiellino 100% brianzolo. Entità che verrano assai utili in tempi di elezioni, grazie a una legge ad hoc  contro elettori rigorosamente in quota Nikita che verranno fagogitati dagli androidi per guadagnare circa un milione di voti.

Eliminati i disoccupati di sinistra, quelli di destra, invece, verranno presi e utilizzati per nascondere i cadaveri degli excolleghi menscevichi nei grattacieli di Ligresti attorno a milano. Da anni disabitati, gli ecomostri  in questione troveranno finalmente, dopo oltre vent’anni, una destinazione d’uso. Finanzieri e carabinieri potranno collaborare alle operazioni, ma solo facendo battute sconce da balilla. Al massimo potranno spararsi tra di loro come in Iraq, data la loro passione per il simpatico giuoco del Fuoco Amico, imparato dagli alleati ammerigani, in quelle sere persiane, quando la roulette russa era diventata una noia mortale. Ma anche altre categorie saranno mobilitate:in guardia tabaccai, tassisti, bagarini e quelli delle scommesse, tra poco ci sarà lavoro per voi.

Vedete, tutto è già studiato, pianificato, che la Marcia abbia inizio. Ma comunque vada da ‘sto cilindro uscirà l’ennesimo volatile. E, se non ce ne fregherà davvero più nulla, ci godremo placidamente  il teatrino pensando a quanto noiosa sarà la vita tra dieci anni senza Milvio. Al massimo lanceremo ortaggi (o monetine davanti al Rafael) quando il baraccone non ci farà più abbastanza ridere.

-tassare l’amore-

InSatira su novembre 17, 2009 a 7:25 pm

Romantici incontri ai binari addio? No, peggio: saranno tassati. Se si vorrà accogliere la propria dolce metà o accompagnarla al treno in partenza, ora, bisogna pagare. Poca roba, trenta centesimi di euro. Ma se è vero che il momento dell’incontro tra innamorati non ha prezzo, certo è che l’improvvida gabella è quanto di meno poetico si potesse escogitare.

L’ossessione dei tornelli ha infatti colpito anche le Nord, che hanno piazzato brunettiane entrate girevoli per chiunque voglia avere accesso ai binari della stazione Cadorna pur non essendo in partenza.

Sicuramente la stazione di Cadorna non è mai stato lo scenario ideale per quei lunghi e struggenti pianosequenza che hanno fatto la storia del cinema. Ma per filmare incontri e addii con gli occhi lucidi e il cuore in gola, oggi, ci si dovrà muovere, camera in spalla, di qualche fermata di metropolitana. In direzione stazione Centrale, dove l’esperimento tornelli venne provato anni fa, per poi essere accantonato senza rimpianti.

Alle spalle della motivazione (senza pensar male che si voglia solo batter cassa) ci sono motivi di sicurezza. Maggior controllo e sorveglianza? È fuor di dubbio. Sarà infatti più sicuro per i passeggeri in partenza, affacciati al finestrino, sporgersi senza essere colpiti dagli schiaffi da Amici miei di un’allegra combriccola di amici nullafacenti. O forse, più semplicemente, il rischio sberloni si eliminerà alla radice rimanendo, cheti cheti, seduti al sicuro all’interno dello scompartimento: tanto a salutarci, fuori dal vagone, non ci sarà nessuno. E i goliardici compari resteranno inermi sulla banchina.

O ancora, basta omicidi. Charles Bronson non potrà più essere accolto da tre bounty killer a cavallo che gli comunicano beffardi che c’è un destriero in meno per tornare indietro. E tantomeno potrà rispondere lui che, invece, ce ne sono due di troppo (C’era una volta il West).

L’«addio adatto al tornello» diventa allora quello goffo di Mel Brooks, in Frankensein Junior. Tra i mitici botta e risposta tra Gene Wilder e Madeline Kahn, non starebbe male un «scusa caro, devo fare la coda per poterti accompagnare», o un chiaro «il biglietto non funziona, vabbè salutiamoci qui» che non ammette repliche.

Perché, in fondo, arrivare in stazione, dopo un lungo viaggio, e non trovare nessuno ad aspettarti a braccia aperte, ti fa sentire solo. Comunque. Una piccola formica tra tante formiche con e senza meta. Abolire i tornelli, quindi, per non doversi trovare, disperati, come Elephant Man.

-lippi, mou e la scimmia-

InSatira su novembre 16, 2009 a 11:40 am

La dignità l’aveva già persa. Permettendo a Oddo, Toni e Barone di laurearsi campioni del mondo; a Torricelli, Jugovic e Ravanelli di vincere la Coppa Campioni; essendo stato l’allenatore di una squadra che ha fatto dei sospetti il suo marchio distintivo (doping, tratta di giovani talenti, sequestri di arbitri); essendo una pedina fondamentale del network eversivo Gea-Juventus; avendo messo al mondo (e sulla poltrona) un figlio intrallazzatore; avendo tramato dietro le spalle del povero ct ad interim Donadoni; e non convocando mai l’amato Cassano.

Ma a Marcello Lippi, finora, gli è sempre andata di lusso (salvo qualche batosta negli scontri diretti). Stavolta invece il rischio di naufragare è consistente. Un flop in Sudafrica sarebbe, probabilmente, il sacrosanto contrappasso. Avvertendo qualche scricchiolio, dopo aver incassato le accuse di Mourinho («Non si deve permettere di pronosticare la Juve campione d’Italia») e i gol di Robinho (durante la disfatta della Confederation Cup), il líder maximo di Viareggio, con la sua aria malmostosa, ha provato a copiare le tecniche comunicative del portoghese. Ma, al contrario dello «Special one», con scarsi risultati.

A Parma, dopo l’ennesima imbarazzante prestazione degli azzurri, se l’è infatti presa con il pubblico, colpevole di aver fischiato una squadra sotto di due gol contro la cenerentola Cipro. «Sono incazzato nero, ricordatevi che siamo i campioni del mondo». E che campioni! C’è davvero poco lustro nel vincere un mondiale contro Ghana, Stati Uniti, Ucraina, Australia, Repubblica Ceca, la peggiore Germania di sempre e una Francia a fine ciclo, allenata da un astrofilo. Tantomeno nell’avere come bomber, e uomo immagine, il signor Marco Materazzi. Figuriamoci per aver consentito a Fabio Cannavaro di vincere il Pallone d’Oro. Insomma, una bestemmia dietro l’altra, le stesse che da buon toscano elargisce sul campo.

Così, adesso, dopo il risicato pareggio contro un’Olanda rimaneggiata, il Marcellone nazionale torna sui fatti di Parma: «Se i tifosi contestano, io non faccio la scimmietta». Cioè? «Se c’è qualcosa che non mi va, lo dico, rispondo. Di certo non faccio finta di non vedere o sentire». Peccato che cinque minuti dopo cada nel trappolone. Alla domanda sull’invasore di campo, vestito da Superman e inneggiante a Cassano, il nostro allenatore risponda: «L’invasore? Non l’ho visto, mi ero tolto gli occhiali». Ma come!? È una scimmietta o no? Per come sciommiotta Mou, probabilmente no. Ma per come non vede il contestatore? No? Se la fa e se la racconta da solo. Aridatece Mou, almeno sa quello che dice. E votatelo come prossimo selezionatore.

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