Ah, facebook, l’amico-nemico dei più, teatro della sociability contemporanea, altare del riallacciamento dei contatti, anticamera del voyeurismo morboso, piedistallo della conturbanza narcisa, stampella maldestra del giuoco del corteggiamento, gamba de’ legno der cucco sfrenato.
Eh sì, proprio facebook. Condiviso e approvato salotto della mondanità moderna e luogo non-luogo ideale per turbare il prossimo in infinite maniere: sfrontati status, ignobili commenti, indecenti poke, patetici like, deplorevoli e irrivelabili messaggi privati. Perdìo, almeno nel mondo virtuale cerchiamo di essere Cavalieri…
Ed è proprio per cavalleria con la C maiuscola che, allora, eleggiamo Lui a nostro avatar esemplificatore, dato che lui, a suo dire, è amico di tutti. Sì, lui, il solito (non) cavaliere, silvio-milvio berlusconi. Chi meglio di lui può infatti pareggiare l’astio che provocano certe interazioni da commuity, così irritanti che talvolta è difficile controllarsi dall’irresistibile voglia di disattivare il proprio profilo.
Perché il nostro avventuriero avatar silvio non si ferma mai: Silvio is… back in milano; is… fifth avenue; … alle falde del Kilimangiaro; sui bianchi scogli di Dover. A Malindi, nel Caucaso o in groppa a un cammello nel deserto. Oppure a Brighton in sella a una lambretta o magari con un wedge in mano alla 18 di Pebble Beach. Sul versante occidentale del Cerro Torre; ospite di sconosciute rockstar negli studi di Abbey Road; attivo tra gli arancioni d’Ucraina; ubiquo, dall’Old Trafford alle Scuderie del Quirinale.
Tra tutti gli esternamenti feisbucchiani, infatti, i più indigesti sono di gran lunga quelli filo-geografici, quelli da discoverychannel. Con il wall che viene investito da un violento tsunami ostentativo della propria mobilità cosmopolita e dei propri esotici espostamenti, tra modernissimi aeroporti malesi e improbabili scali mediterranei. Talvolta pure in lingua camminando à Paris; flying to London; enjoying his cocktail in Amorgòs; in coda per il Berghain; tra i fumi di Christiania». «Silvio is newyorkin’», «hongkong expressing», «dubaiing», «darjeeling» eppoi filicudi, ginostra e belzebù. E bla bla bla, sorseggiando sauterne sulla fottutissima transiberiana.
Porco il bovino: tu sì che te la spassi, tra un mojitolounge a Formentera e un safari ecoluxury kenyota. Tu che non sai star fermo, e già sogni la tua prossima evasione verso la Corniche di Abu Dhabi con il Cultural district che verrà o i laghi dell’Illinois e le avanguardie postmodene di SoBe. Tra un tatuaggio nuovo da escogitare e l’ennesimo improbabile animaletto da addomesticare. Tu che magari ami quel tuo lato un po’ green, che ti scorre nelle vene quando inforchi la bicicletta e respiri l’aria pura, al Lambro come a Regent’s Park, a Buttes Chaumont come a Tiergarten. Tu che, orgoglioso, te magni lomi-e-asadi in sudamerica e sputi giù sprezzante dal Golden gate. Tu che ozi tra Bali e Lombok, tra le teorie sikh e le terapie dell’abate kneipp. Tu che scivoli sul ghiaccio di Helsinki prima di salire sulla Love boat e tu che ti appresti a un tumultuoso e (duraturo) rave in quel di Spagna.
Ipocrita lettore, mon frère, mon semblable, perché ti diletti a molestarmi? Perché ti distrai dalle tue plurime sciarmose attività per condividerle con me? Noialtri siamo davanti al pc perché siamo obbligati o perché – o dioniso, signore dell’insonnia – non c’abbiamo una cippa di minchia d’altro di più intrigante da fare. E quando siamo in giro per il mondo, di certo il blackberry è l’ultima cosa che ci passa per la capa. Te ne prego: piuttosto, al tuo ritorno, riempimi di fotografie, fatte n’album, taggami a più non posso. Ma per favore, lascia in pace la mia immaginazione.
E invece no, niente, sfacciato e menefreghista, ci dai dentro sul faccialibro, incurante e crudele: Silvio Berlusconi scruta il mare d’Irlanda; Silvio Berlusconi salva cormorani in Kuwait; Silvio Berlusconi supporta il popolo tibetano a Dharamsala; Silvio Berlusconi manifesta in piazza Tiennamen; Silvio Berlusconi risana piaghe di lebbrosi con la sua amica @madreteresa1910 in quel di Calcutta; Silvio Berlusconi progetta piani ostili per attaccare la Kamchakta con il compare @vladimir52.
Che poi mi sorge un dubbio, caro Silvio. Non è che dietro a un freddo ordinatore tutto diventi più facile? Non è che io mi sto facendo il sangue amaro bevendomi ignaro un mucchio di iperboliche panzane?







